.
Annunci online

cai
circolo arci iskra

CHE COS'E' L'ARCI...IN DUE PAROLE. L'Arci è un'associazione indipendente di promozione sociale e civile. Con oltre un milione si soci e 5400 circoli costiutisce un ampio tessuto della partecipazione democratica. E' impegnata nella promozione e nello sviluppo dell'associazionismo come fattore di coesione sociale, come strumento di impegno civile, promozione della pace e dei diritti di cittadinanza, lotta contro ogni forma di esclusione e discriminazione. LA CULTURA, UN BENE COMUNE. I circoli Arci sono la più grande rete di esperienze culturali di base nel nostro paese, spazi aperti per produrre e consumare cultura, laboratori della creatività giovanile, protagonisti della riqualificazione dei territori con offerte culturali di qualità. L'Arci promuove il diritto alla cultura, il libero accesso alle conoscenze, la circolazione delle idee e dei saperi, le diversità culturali. Lavora per una cultura che sia motore del cambiamento sociale, strumento di emancipazione delle persone, qualità di vita e benessere sociale. La Festa della Musica, la giornata del Teatro, i circoli del cinema, la promozione del copyleft e di nuove forme di tutela del diritto d'autore, la Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo, i progetti di educazione permanente, e poi mostre, corsi, festival, rassegne, decine di migliaia di eventi ogni anno. Questo è il nostro contributo alla crescita culturale del paese. UN MONDO DIVERSO. L'Arci è impegnata a sostenere le tante forme in cui nel mondo si pratica la resistenza civile contro la guerra e le ingiustizie; a rafforzare i movimenti sociali che ovunque si battono per la pace, la giustizia globale, la democrazia; a costruire reti e alleanze globali per il cambiamento; a creare coscienza e consapevolezza della dimensione planetaria dei problemi nella società italiana. Una diffusa rete di relazioni internazionali, la partecipazione al processo del Forum Sociale Mondiale, i progetti di solidarietà e di cooperazione, le mobilitazioni contro la guerra, le pratiche del consumo consapevole e della finanza etica, la difesa dei beni comuni, i campi di lavoro e conoscenza all'estero, sono il modo in cui migliaia di soci e di circoli lavorano ogni giorno concretamente per l'obbiettivo di un altro mondo possibile. ESTENDERE E RINNOVARE IL WELFARE. L'associazionismo è una risorsa per l'inclusione sociale perchè è l'antidoto all'isolamento e alla solitudine delle persone, al vuoto sociale; costruisce relazioni positive e legami di comunità. Attraverso la rete dei suoi circoli territoriali, l'Arci sviluppa attività e progetti innovativi nell'ambito delle politiche educative, dei servizi per l'infanzia e l'adolescenza, della salute mentale, delle tossicodipendenze, del carcere, del sostegno e dell'inserimento di soggetti svantaggiati,delle opportunità sociali per gli anziani. Con le sue campagne l'Arci si batte contro la precarietà del lavoro e la privatizzazione dei servizi essenziali, si impegna per l'affermazione del carattere universalistico e comunitario del welfare. Sperimenta pratiche sociali virtuose per lo sviluppo del mezzogiorno, la promozione dell'economia sostenibile, del consumo critico e dei beni comuni. MIGRANTI: CITTADINANZA, DIRITTI, INCLUSIONE. L'Arci è da molti anni in prima fila nella lotta al razzismo e nell'impegno per i diritti dei migranti. Dalle grandi città ai piccoli centri, i circoli associativi sono spesso la prima opportunità di accoglienza e sostegno, incontro e socializzazione per i nuovi cittadini. L'Arci rivolge agli immigrati numerose attività di accoglienza, tutela, consulenza e orientamento, formazione, insegnamento della lingua italiana, sostegno all'inserimento scolastico. Organizziamo ogni anno il Meeting internazionale antirazzista, importante momento di confronto fra istituzioni e associazionismo sui temi dell'immigrazione. Partecipiamo attivamente al dibattito politico e alle mobilitazioni sociali per la chiusura dei Centri di Permanenza Temporaneo (CPT), per dare al Paese una nuova legge sull'immigrazione e il diritto di asilo, per il riconoscimento del diritto di voto. Promuoviamo la partecipazione e l'associazionismo dei migranti come strumenti per essere protagonisti in prima persona della promozione dei propri diritti. Ragazze e ragazzi, cittadini Una società che voglia guardare al suo futuro deve saper investire sulla crescita delle nuove generazioni. I giovani non sono, come vorrebbe certa pubblicità, solo un segmento di mercato a cui indirizzare strategie di marketing. Vogliono essere cittadini, e vivono pesantemente il disagio di una società che li condanna all'esclusione e alla precarietà. Liberare le risorse delle nuove generazioni vuol dire investire sulla responsabilità, l'autonomia, l'indipendenza, la libertà, la creatività dei giovani. Nell'Arci in tanti hanno trovato la casa giusta per farlo, promuovendo ogni sorta di progetto culturale, sociale, creativo e ricreativo. I campi di lavoro e conoscenza, il Servizio Civile Nazionale, le produzioni culturali e il sostegno ai giovani talenti, gli scambi internazionali, l'impegno nei tanti progetti di solidarietà concreta: cosi' l'associazionismo diventa una "palestra di cittadinanza" per tanti ragazzi e ragazze. L'ANTIMAFIA SOCIALE. Le mafie crescono nell'orizzonte culturale che assegna al profitto e al successo il primato sulla giustizia, proliferano nei processi di accumulazione illegale, dovunque c'è arbitrio e sfruttamento, violenza e sopraffazione, e si insinuano nell'economia legale, inquinano le relazioni sociali. Un fenomeno che va contrastato rilanciando una più forte cultura della legalità e della cittadinanza. Per questo all'azione di prevenzione e repressione dei poteri dello Stato è necessario affiancare il nuovo protagonismo di una società consapevole, capace di organizzarsi e produrre beni relazionali tali da arricchire il tessuto sociale e favorire la crescita qualitativa delle comunità locali. L'Arci è impegnata in questo sforzo, con il lavoro di animazione territoriale dei suoi circoli, la Carovana Antimafia, i campi di lavoro sulla legalità, i progetti di utilizzo sociale dei beni confiscati, la partecipazione alle campagne e ai progetti di Libera. L'ASSOCIAZIONE DEL TEMPO LIBERATO. Gli uomini e le donne che molti anni fa fondarono l'Arci lo fecero per affermare il proprio diritto di lavoratori e lavoratrici al riposo, al gioco, al divertimento, alla cultura, allo sport. Avevano ben chiaro che l'alternativa alla legge del profitto, alle ingiustizie, alla negazione della libertà, alla guerra, la si può costruire solo in una società giusta e serena, che sappia tutelare la dignità delle persone e anche il loro diritto alla gioia. Oggi come ieri, i circoli Arci sono capaci di legare l'impegno civile alle opportunità di svago e di ricreazione. Promuovono mille occasioni per un uso intelligente e non mercificato del tempo libero: cultura, spettacoli, film, dibattiti, corsi; ma anche il ballo, i giochi tradizionali come la tombola, le carte, gli scacchi, le bocce, il biliardo, le attività di turismo sociale, le sagre, le cene sociali. Tante occasioni per combattere la solitudine e coltivare la socialità e la qualità della vita. L'ASSOCIAZIONE DELLE LIBERTA' E DEI DIRITTI CIVILI. L'Arci è un'associazione laica e libertaria, perchè crede nella uguale dignità delle persone, nella pari opportunità di genere, nel valore delle diversità culturali, nella piena libertà di pensiero e di espressione, di credo religioso, nell'autonomia e nella laicità delle istituzioni democratiche. Nella sua storia, si è sempre battuta per affermare questi valori contro ogni conformismo. Ha dato spazio a nuove idee e coraggiose provocazioni culturali, in prima fila in tutte le grandi battaglie che hanno fatto avanzare la cultura civile del paese. Oggi, di fronte all'omologazione culturale che minaccia la società italiana, siamo impegnati per favorire il dialogo e la circolazione delle idee, per affermare il diritto dei cittadini a sapere e capire, alla conoscenza critica e all'autonomia di giudizio. Ci battiamo per un sistema radiotelevisivo democratico pluralista, per un'informazione libera e indipendente. Per il diritto di tutti all'istruzione pubblica, per le pari opportunità e la piena autodeterminazione delle donne. Vogliamo che siano riconosciuti uguale dignià e diritti civili a tutte e tutti indipendentemente dal proprio orientamento sessuale.
1 luglio 2009
G8 Genova, il pm: condannate De Gennaro
da www.repubblica.it

Secondo l'accusa, chiese al questore di mentire sui fatti della Diaz nel 2001
Sul banco degli imputati anche l'ex capo della Digos. Sentenza a settembre


G8 Genova, il pm: condannate De Gennaro Per l'ex capo della Polizia chiesti 2 anni

Gianni de Gennaro, ex capo della Polizia, oggi direttore Dipartimento Informazioni per la Sicurezza

GENOVA - Il pm ha chiesto due anni di reclusione per l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Sul banco degli imputati, insieme all'attuale direttore del Dipartimento della Informazioni per la Sicurezza Dis, l'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola - oggi questore vicario di Torino - per il quale l'accusa ha chiesto 1 anno e 4 mesi.

"Istigazione a falsa testimonianza". Avrebbero indotto l'ex questore Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza sulla sciagurata e sanguinosa irruzione nella Diaz occupata dai no-global durante il G8 del 2001. Il processo si svolge a porte chiuse. Durante l'udienza, il pm ha letto in aula le intercettazioni che dimostrerebbero la colpevolezza di De Gennaro e Mortola. La parola passa ora alle parti civili (alcune persone fisiche e l'associazione giuristi democratici). Il 15 luglio sarà la volta delle difese, mentre la sentenza è prevista per settembre.

Le due versioni di Colucci. La vicenda nasce da un interrogatorio dell'allora questore che inizialmente ammise un coinvolgimento indiretto dell'ex capo della Polizia nei fatti della Diaz. In seguito, durante il dibattimento, Colucci fece però un passo indietro e sostenne che De Gennaro era all'oscuro di quelle violenze. Da qui la richiesta dei pm di falsa testimonianza per Colucci e di istigazione alla falsa testimonianza per De Gennaro e Mortola che avrebbero indotto l'ex questore a ritrattare. Ambedue gli imputati respingono gli addebiti e saranno processati con rito abbreviato, mentre Colucci ha preferito optare per quello ordinario.

L'intercettazione: "Ho parlato con il capo". L'accusa si fonda su una telefonata registrata tra la prima e la seconda versione dell'ex questore. Colucci chiama Mortola e gli dice: "Ho parlato con il capo. Devo fare marcia indietro". Il "capo" cui fa riferimento sarebbe proprio De Gennaro. L'intercettazione finisce per caso nell'inchiesta avviata dopo la misteriosa sparizione delle bottiglie molotov che erano state falsamente attribuite ai no-global arrestati. E scatta l'incriminazione per il vertice della Polizia.

I pm: "De Gennaro sapeva".
Tutto ruota intorno alla presenza nella scuola Diaz di Roberto Sgalla, responsabile delle pubbliche relazioni per la Polizia di Stato. Colucci aveva in precedenza giurato che De Gennaro gli aveva detto di avvertire Sgalla e inviarlo alla Diaz per seguire l'irruzione. Secondo gli inquirenti, questo dimostrerebbe che anche i massimi vertici dell'Interno erano perfettamente a conoscenza di quanto era accaduto nell'istituto. Ma chiamato a testimoniare in aula - e dopo la telefonata intercettata - il questore cambiò versione: "Sono stato io - disse Colucci - a chiamare Sgalla. E' stata una mia iniziativa".


 



permalink | inviato da CAI il 1/7/2009 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
  
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte